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No 95
     Amico carissimo

     Ritornato sabbato mattina da Morsenchio, trovai sul mio
tavolo di Studio la graditissima sua memoria. Ha
ragione di lamentarsi della mia tardanza ad ese=
guire la promessa visita a Caversaccio per godere un
pajo di giorni della amabile, e sempre cara sua compa=
gnia. Ma coca vuole. Pare che io sia contrariato
sempre nei miei desiderj. Aveva infatti scelto il gno.
due corrente mese per mettermi in viaggio coll’ulti=
ma corsa del vapore fino alla Stazione della Camer=
lata, previo l’avviso che intendeva di mandargli quat=
tro o cinque giorni prima. Ma ecco, che appena Lei
partito da Milano le mie gambe, che rincominciavano
a gonfiarsi per effetto di un umore linfatico in esse di=
sceso, e che credeva dovesse scomparire l’enfiagione
tra pochi giorni, continuò invece ad accrescere non
ostanti le frizioni collo spirito di vino suggeritemi
dal Medico, che dovetti poi sospendere a causa dell’or=
gasmo generale da esso prodotto nel mio corpo con
dolori di testa, quindi purganti rinfrescativi e quiete,
Avendo poi dovuto trasferirmi più volte per conferi=
re con avvocati, sebbene qualche volta mi sia servito
di un Brum, e per altri movimenti che dovetti fare, le


INTERNATIONALE
STIFTUNG:
„MOZARTEUM”
1881
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mie gambe peggiorarono. Per godere un poco di riposo
ho accettato l’invito del S.r Sala, e mi sono recato seco lui
a Morsenchio, viaggio, come Lei sa, brevissimo, ma il
male delle gambe non diminuì punto, le quali anche oggi
sono presso che nelle stesse proporzioni di prima. Spero che
questa malattia non durerà longamente, e che appena potrò
sarò da Lei o in Luglio, od in Settembre prossimi, di che sa=
rà avvertito, intendendo di mantenere la fattagli promessa.
     Spero che la sua salute sarà quale la desidero buona, come pure
quella del Giuseppe suo buon domestico, che prego salutare
     Quanto alla legna, che desidera quest’anno, il S.r Luigi Sala al
quale jeri comunicai la sua domanda, rispose che gli man=
derà la minuta, cioè fascina forte, ma che schiena forte
non nè ha quest’anno per nessuno, non avendone fatta
lo scorso inverno. Ha però della legna di Pioppo veramen=
te buona, derivante da piante vive estirpate questa pri=
mavera or ora scorsa. Qualora non gli piacesse la detta
legna di pioppo , tosto che lo saprò scriverò al S.r Bentivo=
glio di Settala, al quale ho commesso due carra di schiena
forte per me, per sapere se ne avesse un carro eguale
per lei, e volesse, o potesse tenerlo fino al mese di No=
vembre, o Dicembre anno corrente nel quale tempo
spero che Lei si restituirà in Città.
     Conservi per me quella buona e sincera amicizia che mi
ha sempre dimostrata, ed a me sempre cara.
     Mi dimenticava di fargli sapere, che essendo stato a Morsenchio,

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il Sig.r Sala mi fece estrarre dai suoi registri, all’
appoggio delle Battatte, il Conto dell’importo della
legna da fuoco somministrata l’anno scorso 1855, ai
miei amici e collega, e che quella a Lei spedita il
gno. 14. Dicembre detto anno, con due carra, risulta
in tutto di quintali 34., pari a Milanesi fasci N 44 12;
che a £ 3.00. austriache al fascio importa
 a £ 133.50,
pel pagamento delle quali non si prenda disturbo,
poichè se il S.r Sala per potere chiudere il suo regi=
stro gli spiacesse aspettare, anticiperò io il pagamento,
     M’abbia poi per iscusato del ritardo a rispondere al suddetto
suo scritto, dovendo attribuirlo alla mia assenza, ed
all’indisposizione di mia salute, mentre
con tutta la stima mi pregio di dirmi
     Milano il 21. Giugno 1856.

                             Di Lei
                             Devotissimo Serv.e ed Amico
                             Conti Gius.e Ant.o Rag.e
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Allo stimatissimo Signore
Il Sig.r Carlo Mozart.
Como
per Caversaccio

Marke


MILANO
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[CO]MO
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